EXDEBITUM IL TITOLARE GIOVANNI NEGRI: «IL PARADOSSO È CHE LO STRUMENTO C’È, FUNZIONA, MA NON VIENE USATO QUANTO DOVREBBE»
“Il percorso legale per uscire dal labirinto dei debiti”
l sovraindebitamento non è solo un termine intuitivo. In Italia oggi è un concetto giuridico preciso, incardinato nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), entrato pienamente in vigore nel 2022 e destinato a sostituire la “Legge 3/2012”, passata allecronache come “salva suicidi”. In estrema sintesi: parliamo dello stato di crisi o di insolvenza del soggetto non fallibile, cioè di chi non può essere assoggettato a liquidazione giudiziale o ad altre procedure concorsuali. Rientrano qui consumatori e piccoli imprenditori, ma anche aziende agricole, start-up innovative, soci di società di persone, autonomi e professionisti. La finalità è riabilitare il debitore onesto e, attraverso l’istituto dell’esdebitazione, permettergli di ripartire.
L ’ESPERTO
A ricordarci perché questa materia non può essere affrontata con un taglio puramente tecnico è Giovanni Negri, fondatore di Exdebitum, azienda che si occupa proprio di sovraindebitamento: «La legge non è pensata per chi può pagare e non
vuole. È pensata per chi vorrebbe pagare ma non può. È qui che sta il suo fondamento etico, che spesso si perde nella percezione comune, anche fra i debitori».
Negri sottolinea che le norme sul sovraindebitamento non sono un “regalo”, ma una politica pubblica con obiettivi diretti e indiretti. «A livello aggregato lo Stato ha benefici enormi: riduce i crediti deteriorati, limita le insolvenze a catena, contrasta la concessione abusiva del credito e rimette in circolo domanda e lavoro».
Paesi come Francia e Germania, e ancor prima i sistemi scandinavi e anglosassoni, hanno interiorizzato questa logica da decenni. I numeri aiutano a dare la misura del fenomeno: si stima che milioni di privati siano tecnicamente sovraindebitati; una quota non marginale di italiani convive con debiti sopra i 40 mila euro; oltre un decimo delle famiglie fatica ad arrivare a fine mese per il peso dei finanziamenti. Eppure, le procedure depositate ogni anno nei tribunali restano poche rispetto al bacino potenziale, segno che la scarsa conoscenza degli strumenti è ancora un freno. «Il paradosso è che lo strumento c’è, funziona, ma non viene usato quanto dovrebbe», osserva Negri.
DALLA NORMA ALLA VITA REALE
Il sovraindebitamento attraversa la società in modo trasversale: famiglie, pensionati, giovani precari, autonomi, professionisti, imprenditori. Le cause sono molteplici. Si va dalla perdita del lavoro ai redditi in calo, dalle malattie e infortuni alle separazioni, fino a situazioni di cattiva gestione del debito, ricorso eccessivo al credito al consumo, inflazione e tassid’interesse in salita. «Ogni storia è diversa, ma la costante è la solitudine del debitore», dice Negri. «Noi diventiamo spesso la sua prima valvola di sfogo: rivolgersi a un “debt strategist” a distanza è più semplice che varcare la soglia dello studio del commercialista di famiglia». Qui entra in gioco il modello Exdebitum: un team integrato di debt strategist, avvocati, commercialisti, debt advisor, periti e notai. «Analizziamo subito se ci sono i presupposti di legge: soggetto non fallibile, stato di crisi o insolvenza, requisiti specifici per
imprese minori», spiega Negri. «Se ci sono, fissiamo l’obiettivo: l’esdebitazione».
Il Codice mette a disposizione quattro vie principali, selezionate con l’Organismo di Composizione della Crisi e il Tribunalecompetente. Esiste infatti la ristrutturazione dei debiti del consumatore, che riguarda chi non ha mai contratto debiti in qualità di impresa o con partita IVA. C’è poi il concordato minore, che consente a piccoli imprenditori e professionisti di proporre un piano di rientro sostenibile ai creditori. In alternativa, quando serve valorizzare un patrimonio residuo, si procede con la liquidazione controllata. Infine, la quarta via è l’esdebitazione dell’incapiente, prevista per chi non ha alcuna disponibilità economica o patrimoniale. «L’incapienza è il nostro grande vulnus applicativo», avverte. «La legge esiste, ma pochi la praticano: l’iter va dai 36 ai 60 mesi, e risulta dunque poco appetibile per molti professionisti. Eppure, proprio lì si gioca la vera inclusione finanziaria».
PROCEDURA PIÙ DIGITALE
La Riforma Cartabia e il processo civile telematico hanno cambiato la geografia del contenzioso. «Le procedure di sovraindebitamento oggi sono di fatto integralmente telematiche», spiega Negri. «Il giudice raramente convoca in presenza; avvocato e gestore della crisi lavorano su atti digitali. Questo abbassa barriere d’accesso e costi di transazione, e rende naturale l’avvio del rapporto da remoto».
Non stupisce, allora, che Exdebitum venga contattata lungo due direttrici. Da una parte il passaparola tradizionale, perché la fiducia resta la base di tutto. Dall’altra l’online, dove il sovraindebitato trova un canale più “protetto” per raccontarsi.
TRACCIABILITÀ
L’istruttoria è minuziosa: cartelle esattoriali e atti di intimazione, estratti conto, bilanci, libri e registri IVA, dichiarazioni fiscali (redditi, IVA, IRAP), F24, CU. «Senza un perimetro documentale chiaro, nessun Tribunale approverà un piano», insiste Negri. Il lavoro non è mai “contro” i creditori: «La par condicio creditorum non è uno slogan: è la bussola. L’esdebitazione non può tradursi in un danno ingiusto». Sul piano sociale, gli effetti sono tangibili. Negri scandisce: «Lo stress da debito logora: ansia, insonnia, problemi cardiovascolari, isolamento, crollo dell’autostima. Le leggi anti-insolvenza sono anche politiche di salute pubblica». Non è retorica: alleggerire il peso debitorio riduce i costi sociali e previene derive come usura e credito illecito.
TIPOLOGIE DI CASI
Il cliente tipo? «Una famiglia fra i 45 e i 55 anni, spesso regolare nei pagamenti fino a un evento dirompente», racconta Negri. «Un caso ricorrente è il riemergere di vecchie esecuzioni immobiliari. La casa finisce all’asta a prezzi ribassati; il residuo viene ceduto a catena e, un giorno, arrivano le lettere di recupero sul “resto” . Da lì precipizio e paura». Chiudiamo questa prima parte con la destinazione finale del percorso: il decreto di esdebitazione. «È l’atto che riabilita davvero: cancella i debiti residui, pulisce le segnalazioni nei SIC e consente di tornare “rifinanziabili” . Non è una bacchetta magica, ma è una nuova possibilità: uscire dal grigio, tornare a comprare un televisore a rate, rientrare nell’economia “in chiaro”». «La domanda chiave è: perché esistono le leggi sul sovraindebitamento?», rilancia Giovanni Negri. La risposta si articola in due direttrici principali: gli obiettivi diretti e quelli indiretti. I primi riguardano essenzialmente l’aspetto giuridico e procedurale. La priorità è risolvere la crisi del singolo debitore senza compromettere gli interessi dei creditori. Negri spiega che «attraverso la legge si assicura un soddisfacimento proporzionale e ordinato dei creditori non garantiti, evitando che il primo creditore aggressivo si prenda tutto e gli altri restino a manivuote». L’esdebitazione, inoltre, non è un atto immediato ma l’ultima tappa di un percorso attentamente verificato dagli Organismi di Composizione della Crisi e dal tribunale competente, che certifica la sostenibilità del piano e l’equità nei confronti dei creditori. Gli obiettivi indiretti, invece, investono ambiti più ampi, legati alla stabilità economica, al benessere sociale e alla salute pubblica. Sul piano economico-finanziario, la risoluzione delle crisi individuali contribuisce a stabilizzare il sistema, riducendo i crediti deteriorati e favorendo la ripartenza della domanda interna.
QUATTRO STRADE
Le strade offerte dal Codice della crisi e dell’insolvenza per risolvere le situazioni di sovraindebitamento sono sostanzialmente quattro, anche se in pratica ogni scelta è calibrata sul profilo specifico del debitore. La prima è la ristrutturazione dei debiti del consumatore, destinata a chi non ha mai contratto debiti in veste di impresa o con partita IVA. Questa procedura prevede la definizione di un piano sostenibile, con sacrifici proporzionati alla situazione finanziaria del debitore e un controllo giudiziale rigoroso. La seconda possibilità è il concordato minore, pensato per i piccoli imprenditori e i professionisti, che consente di proporre soluzioni flessibili ai creditori, come pagamenti parziali o moratorie, purché il vantaggio rispetto a una liquidazione forzata sia evidente e verificabile. Quando è necessario valorizzare un patrimonio residuo, si ricorre alla liquidazione controllata, che permette di gestire e distribuire in modo ordinato l’attivo disponibile, massimizzando il ricavato per i creditori. Infine, esiste l’esdebitazione dell’incapiente, pensata per chi non dispone di alcuna capienza patrimoniale o reddituale: questa procedura, sebbene poco praticata per la sua durata e complessità, rappresenta un vero strumento di inclusione sociale e finanziaria, offrendo la possibilità di una
riabilitazione totale anche a chi parte da zero. Negri precisa che non sempre le procedure codificate sono percorribi li o convenienti. «In queste situazioni, un’alternativa concreta è rappresentata dal saldo e stralcio, una negoziazione che consente di estinguere un debito versando una somma proporzionata alla reale capacità di rimborso del debitore e al grado di possibile aggressione da parte dei creditori». Questo approccio evita pignoramenti, aste immobiliari o altre azioni esecutive e permette di trovare un equilibrio tra le parti, tutelando sia il debitore sia i creditori.
METODO
Il metodo Exdebitum si basa su una consulenza iniziale gratuita, che permette di raccogliere informazioni complete e di condurre un’analisi tributaria approfondita e multidisciplinare. Vengono esaminati tutti i documenti rilevanti, dai bilanci agli estratti conto, dalle dichiarazioni fiscali ai registri IVA, in modo da costruire un piano credibile e sostenibile. Il team di professionisti, composto da debt strategist, avvocati tributaristi, commercialisti e periti, seleziona la procedura più adatta alle caratteristiche del debitore, quantifica eventuali sacrifici patrimoniali e pianifica il monitoraggio e la gestione del piano. La trasparenza e la tracciabilità sono elementi fondamentali: ogni passaggio è documentato e condiviso con creditori e Organismi di Composizione della Crisi. Il traguardo finale di tutto il percorso è il decreto di esdebitazione, l’atto che consente al debitore di cancellare i debiti residui, rimuovere le segnalazioni negative dalle banche dati e tornare ad essere rifinanziabile. Questa riabilitazione completa permette al soggetto di riprendere pienamente parte all’economia legale, con la possibilità di ripartire da zero. Tra i casi più frequenti affrontati da Exdebitum vi sono vecchie esecuzioni immobiliari, in cui immobili venduti all’asta molti anni prima generano residui ceduti a catena e nuove richieste di pagamento. La procedura restituisce ordine e chiarezza, chiudendo definitivamente la vicenda e liberando il debitore dal peso del passato.







